Si dice che ogni nome indichi un presagio, nonostante nessuno scelga il proprio. Si dice che ogni nome decida dell’eredità di una generazione all’altra e attesti della continuità inattesa di un progetto. Forse è per questo che ogni momento aurorale comincia sempre con un nome; il nostro è Testatonda.
Nato dall’incontro tra architettura e design, il nostro sogno è quello di disegnare arredi, inventare collezioni e realizzarne i prototipi dentro il nostro antico laboratorio torinese; immaginare forme elementari, realizzarne il punto zero.

Come per il chiodo a testa tonda, forgiato dalla creativa ripetizione della costanza artigiana, pensiamo ad oggetti intuitivi, in grado di congiungere funzionalità e ricercatezza.

Ci ispiriamo all’intuitività dell’eleganza e alla pluralità delle sue forme, ma vediamo nelle smagliature e nei particolari difformi il criterio di qualsiasi bellezza possibile.

Se è vero che – nomen omen – ogni nome indica un presagio, facciamo di Testatonda il segno di questo progetto.

La nostra storia è molto particolare e inusuale, un pò la classica storia da film, per questo ci piace sempre molto raccontarla. Il nostro gruppo è composto da quattro ragazzi, tre di Torino e uno di Roma. In due ci siamo conosciuti su un volo per Barcellona, eravamo seduti vicini e abbiamo iniziato a parlare. È nata da subito una forte amicizia, come se ci conoscessimo da tempo, e da lì una collaborazione in quanto entrambi designer. Con l’altro ci siamo incontrati la prima volta sul ballatoio di una casa a Torino, e con l’altro ancora sempre sul balcone di una casa in zona Moscova a Milano. Sono tre posti iconici che hanno formato la nostra storia e nonostante si tratti di tre incontri molto distanti tra loro sia geograficamente che temporalmente, sono tutti accomunati dalla loro non convenzionalità e da una sorta di tendenza verso l’alto (volo, balcone).

La nostra collaborazione nasce perché singolarmente ci occupiamo di arredo, siamo per metà architetti e per metà designer anche se uno di noi proviene da studi umanistici. Abbiamo quindi delle competenze interdisciplinari e proprio questo ci ha spinto ad unirci per complementarci, compensandoci e rafforzandoci a vicenda. Nella scelta del nome ha influito molto il luogo in cui lavoriamo, un grandissimo laboratorio a Torino che prima era una falegnameria. Avere a disposizione questo spazio enorme ci dà la possibilità di prototipare legno e ferro come primi materiali. Testatonda in particolare si ispira al chiodo a testa tonda, elemento di congiunzione tra il mondo del ferro e quello del legno. La sua funzione quindi si adatta perfettamente alla composizione del nostro gruppo, formato da elementi diversi tra loro, con competenze trasversali. Abbiamo pensato quindi che potesse rappresentare l’unione non solo tra materiali eterogenei ma anche tra persone diverse.